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Le armi raccontano
Con l'aikido cosa ci azzecca, per riesumare un modo di dire che andò di moda decenni or sono, una battaglia combattuta in epoca preistorica? Potrebbe azzeccarci, ma ci limitiamo a proporre l'ipotesi alle vostre riflessioni, senza dare nulla per scontato.
Oi dialogoi
Questo articolo viene condiviso anche altrove, per esempio qui e qui. Si spera infatti che sia positivo e contagioso (per quanto siano parole che destano di questi tempi legittime perplessità) e sia solo il primo di una lunga serie di dialoghi tra insegnanti e praticanti di aikido. Ma non la facciamo troppo lunga: andate avanti a leggere.
Il neribô: chi l'ha voluto, adesso pedali
Il neribô è un attrezzo utilizzabile nella pratica dell'aikido a solo; si tratta di un cilindro di legno di diametro variabile e di lunghezza intorno al mezzo metro, con le estremità smussate per evitare fastidio nel manovrarlo. Simula l'avambraccio dell'uke, ci si può quindi allenare con il neribô per perfezionare principalmente le tecniche di base o gokyo (ikkyo, nikyo, sankyo, yonkyo, gokyo), per mantenerne inalterato il livello di esecuzione, o semplicemente quando se ne abbia il piacere. Il suo uso torna utile soprattutto quando si giudichi insufficiente a raggiungere i propri obiettivi il tempo di allenamento sul tatami, ma anche quando si desideri intensificare lo studio di una tecnica, nikyo per esempio, che è impensabile replicare per decine o addirittura centinaia di volte su un malcapitato uke umano.
L'arte della pace
Aikidō. Arte della Pace e Ponte tra Oriente ed Occidente
di Antonio Lomonte
In questa nostra chiacchierata, vogliamo tentare di dare una risposta ai seguenti quesiti: cos'è l'Aikidō? Cosa lo motiva? Quale fine si pone? Come raggiunge il suo scopo? Ed infine indagare se noi occidentali possediamo le categorie di pensiero, le prassi e la tradizione culturale che ci consentono di comprendere appieno la natura ed intima essenza e motivazione e finalità dell'Aikidō.