Home
2020: Una occasione perduta. Ma forse semplicemente rinviata.
Sumo, lo sport Sacro del Giappone
Museo delle Civiltà di Roma
Dal 4 marzo al 1. aprile 2020
Si tende oggigiorno a considerare automaticamente sport ogni attività competitiva tra esseri umani, specialmente quando seguita da spettatori paganti. Ma la storia del sumo è molto diversa: risalente secondo le leggende a circa 2000 anni fa, fu codificato nell'VIII secolo a uso della corte imperiale, e ne derivò il sumai, lotta rituale praticata a porte chiuse dalla nobiltà.
Read more: 2020: Una occasione perduta. Ma forse semplicemente rinviata.
2019-20: Io e il Giappone: Visita al MUDEC di Milano
Io e il Giappone: Visita al MUDEC di Milano
di Michelangelo Stillante
Per chi si trovasse a passare da Milano, alle spalle di Porta Genova in Via Tortona e più precisamente al numero 56, si può trovare la sede del MUDEC - museo della cultura.
Read more: 2019-20: Io e il Giappone: Visita al MUDEC di Milano
2018: La “via” del bonsai
Una mostra-laboratorio ospitata dal Museo delle Civiltà a Roma sull’arte degli alberi in vaso: un vero e proprio do, un aspetto della cultura orientale improntato al rapporto con la natura e all’estetica zen.
La bellezza del bonsai è qualità pura, ma bisogna desiderarla, cercarla e infine scoprirla…Questa frase ha concluso l’intervento introduttivo di Bruno Proietti Tocca, componente del Collegio nazionale istruttori di bonsai (IBS), fondatore della scuola Shizen e presidente dell’Associazione Bonsai Tevere, alla due giorni (sabato 17 e domenica 18 novembre u.s.) tutta dedicata all’arte del bonsai con lezioni, dimostrazioni ed applicazioni pratiche ed ospitata a Roma nella bella sede del Museo delle Civiltà (EUR).
2017: Fermiamo lo scempio! Oppure no?...
Recentemente al sottoscritto sono state rivolte da numerose persone altrettante pressanti richieste di sottoscrivere petizioni o appelli contro l'incresciosa chiusura del Museo d'Arte Orientale di Roma, situato presso palazzo Brancaccio in via Merulana, in una zona già sofferente di grave degrado che avrebbe così perso un importante punto di riferimento culturale. Si offendeva inoltre la memoria e si rendeva vana l'opera del grande orientalista che aveva voluto il museo, Giuseppe Tucci, mentre le opere custodite nel museo sarebbero andate presumibilmente disperse, ovvero dimenticate nei magazzini, o esposte in spazi angusti e inadeguati pagati il triplo di quanto sarebbe costato il mantenimento della sede originaria e in località periferiche lontane dall'interesse del pubblico.