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Ken Domon: maestro della memoria - Gli altri Domon
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Il ponte Musaikyô sullo stagno Gariôike. 1962
Oltre alla tecnica anche il suo approccio era peculiare: si trasferiva nel tempio di cui desiderava raccogliere immagini e vi si immergeva totalmente per diverse settimane, tentando di assorbirne l'atmosfera, lo spirito, ma senza scattare alcuna foto.
Solamente quando comprendeva di essere pronto iniziava a riprendere immagini.

Albero di camelia. 1966
Continuò nel suo pellegrinaggio, prendendo l'abitudine di scattare facendo uso di un cavalletto e di un cavo flessibile manovrato con la sinistra o dell'autoscatto.
Il secondo ictus del 1968 lo costrinse sulla sedia a rotelle ma non si arrese e non interruppe i suoi pellegrinaggi, mentre le foto venivano realizzate materialmente con l'ausilio dei suoi assistenti che ne seguivano scrupolosamente le indicazioni.
Nel 1976 il terzo ictus lo costrinse all'inattività.

Lo scrittore Yasunari Kawabata. 1952
A volte isola il volto, l'espressione della persona raffigurata da ogni elemento esterno.
Coglie l'essenza della personalità.

L'attrice Yoshiko Kuga e il regista Yasujiro Ozu. 1958
O forse semplicemente li rappresenta, così come li ha visti nella realtà, in un atteggiamento spontaneo.
Visione oltre le righe preclusa ad altri, che solo la sua maestria ci ha potuto rivelare.

Lo scrittore Yukio Mishima. 1958

Sôfu Teshigahara, maestro di ikebana della scuola Sôgetsu. 1966
Trasfigurato e indifferente a quanto gli possa accadere intorno, rapito dalla musa dell'arte.
Potremmo continuare a lungo nella ricerca di altre significative immagini di Ken Domon.
Rischieremmo però che la ricerca divenisse interminabile, e toglieremmo qualcosa del necessario stimolo che deve spingere ogni persona sensibile a prendere visione di persona delle opere di Domon.
Maestro della memoria. Maestro del reale.