| 2010, luglio: tutto Fujimoto minuto per minuto |
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| Scritto da Paolo Bottoni | |||||||
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Chi vuole contribuire alla cronaca del raduno, invii Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. le sue impressioni, i suoi commenti, le sue domande.
La Val Venosta è un piacevole angolo dell'Alto Adige, racchiuso tra due catene di monti che la proteggono dalle variazioni atmosferiche che investono spesso altre località di montagna.
Latsch (Laces), nel cuore della Val Venosta, collocato al centro di sterminate piantagioni di mele, è un simpatico paesino di poche migliaia di abitanti.
E' dotato tuttavia di attrezzature sportive e ricettive non facili da trovare, nemmeno in località più grandi e rinomate.
Gli allenamenti, secondo il programma stabilito dal maestro Fujimoto, hanno un ritmo inconsueto, perlomeno per i giorni nostri.
Richiamano piuttosto i leggendari raduni tenuti dal maestro Hiroshi Tada negli anni 70 ed 80, proverbiali per l'impegno richiesto ad ognuno.
Il raduno inizia il pomeriggio del sabato, e si articola nei giorni seguenti con lezioni dalle 9 alle 12 la mattina e dalle 16 alle 18 il pomeriggio, per terminare il sabato successivo.
Le sessioni di esame non sono separate come di norma dal raduno stesso, ne formano anzi parte integrante.
Ogni esaminando viene quindi sottoposto al giudizio del maestro non per alcune ore bensì per diversi giorni.
Qualcuno potrebbe pensare che la cosa sia preoccupante oppure addirittura scoraggiante.
I candidati erano ben 37 questanno, suddivisi nei vari gradi. Tutti hanno visti i loro sforzi coronati dal successo, e questa notizia suonerà a molti come un'altra sorpresa: non lo è.
E' il frutto del lavoro incessante di Fujimoto sensei, che raccoglie i suoi frutti.
La percentuale di praticanti che raccogliendo il suo messaggio e accettando l'impegno di studiare e comprendere la sua linea didattica sono riusciti a presentarsi puntuali all'appuntamento, è stata plebiscitaria.
Ma i fallimenti precedenti erano la condizione necessaria per poter proseguire nel cammino, dopo avere ricalibrato il proprio "equipaggiamento", avere ritrovato le motivazioni e avere focalizzato finalmente il proprio obiettivo.
Questa apparente contraddizione, la maggiore severità del maestro che ha chiesto ai candidati un lavoro ancora più intenso di quello previsto in passato, contrapposta ad una percentuale di successo non solo superiore al previsto ma addirittura completa, farà riflettere.
Come insegnatoci già da molti anni da un maestro appartenente alla nostra cultura, se a volte gli esami sembrano veramente interminabili, è giusto che sia così: "Gli esami non finiscono mai" *.
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* Gli esami non finiscono mai, un modo di dire divenuto ormai proverbiale, è il titolo della ultima commedia (1973) scritta, diretta ed interpretata dal grande Eduardo de Filippo, facente parte del ciclo della Cantata dei giorni dispari. Il protagonista, Guglielmo Speranza, trascorre la vita tentando inutilmente di sottrarsi ai continui esami che la vita stessa gli propone, e commentando rivolto al pubblico gli avvenimenti che si susseguono, che lo travolgono e lo condizionano suo malgrado. La sua morte sarà l'ennesimo di tanti esami falliti, perché vissuti come un peso e non come altrettante occasioni di confronto, di crescita, di gioia.
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| Ultimo aggiornamento Lunedì 09 Agosto 2010 05:45 |