E' difficile tracciare una linea di demarcazione tra le arti figurative giapponesi e quelle applicative: una scatola di lacca destinata a contenere del cibo è indubbiamente un oggetto di uso comune, ma cosa dire se è finemente decorato con splendide figure? La cultura giapponese ci presenta poi una ulteriore indecifrabile categoria d'arte: quella effimera legata al gesto.
Certamente è un genere artistico conosciuto anche da noi, basti pensare al teatro, alla danza, opere d'arte irripetibili che si esauriscono nel momento stesso della loro nascita, che coincide con quello della morte: nessuno udirà mai più le note di quello strumento come sono state emesse in quell'attimo, da quella mano; che non sarà mai più la stessa, come non sarà mai più lo stesso né l'animo dell'artista né quello dell'ascoltatore.
Suonatrice di Shamisen, stampa di tipo kuchi e opera dell'artista moderno Keishu Takeuchi (1861-1943. Le stampe kuchi e, in voga a cavallo del 1900, erano allegate a diverse pubblicazioni letterarie pubblicate in quel periodo. |
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